Introduzione

Secondo l'impostazione generale adottata per la definizione del Piano, la mitigazione del Rischio Idraulico non è perseguita unicamente mediante azioni strutturali finalizzate alla difesa idraulica del territorio dalle possibili esondazioni fluviali, agendo sul fattore Pericolosità ma anche attraverso azioni di tipo amministrativo orientale a regolamentare le attività svolte in tali aree stabilendo opportuni vincoli in modo da evitare e possibilmente ridurre, il valore economico e sociale minacciato dagli eventi alluvionali, ovvero agendo sul fattore Danno Potenziale.

Impostazione generale della Normativa

E' di importanza fondamentale ricordare costantemente, nella lettura delle norme del PSDA, che il piano, d'intesa con la Regione Abruzzo, è stato decisamente orientato verso la delimitazione e la conseguente disciplina di quattro classi di aree con pericolosità idraulica (molto elevata, elevata, media e moderata).
Tale decisione coglie e sviluppa tutti gli spunti positivi che con questa finalità sono contenuti nella legislazione nazionale sui piani per l'assetto idrogeologico degli anni 1998-2000; e nello stesso tempo permette di svolgere leggittimamente, con il respiro necessario, quella azione di vincolo su aree relativamente vaste di pericolosità idraulica che resta l'unica tecnicamente capace di garantire una prevenzione efficace verso l'incremento delle condizioni di rischio esistenti.
Realizzare l'obiettivo della prevenzione generale sul territorio attraverso la semplice perimetrazione e normazione delle aree a rischio idraulico, infatti, avrebbe comportato una impropria estensione di tali aree anche in zone attualmente prive di beni vulnerabili.
Nello stesso tempo, circoscrivere le aree a rischio idraulico in modo da assicurarne la corrispondenza alle effettive delimitazioni fisiche dei beni vulnerabili esistenti avrebbe certamente significato soffocare il PSDA all'interno di un meccanismo poco capace di influire con il respiro opportuno nell'organizzazione degli usi compatibili del territorio abruzzese oggetto di potenziali inondazioni.
Tutte le Autorità Italiane di bacino idrografico nazionale, interregionale e regionale hanno del resto adottato nei propri piani per l'assetto idrogeologico una impostazione equivalente, sia pure con risultati molto diversificati in termini di ampiezza ed effetti.
Il contenuto dell'articolo 1 delle norme del PSDA della Regione Abruzzo è dunque organizzato per fondare e descrivere la strategia direttrice.
Naturalmente le condizioni di rischio idraulico e le zone in cui queste sono rilevabili non sono trascurate dal piano e dalle sue norme di attuazione.
Da una parte, infatti, il PSDA perimetra aree a rischio idraulico di quattro livelli (molto elevato, elevato, medio e moderato) allo scopo di individuare ambiti speciali: a) di programmazione e di ordine di priorità degli interventi di riduzione o di eliminazione del rischio; b) di attenzione ai fini della pianificazione di protezione civile. L'articolo 3, comma 2, ha esattamente la funzione di qualificare il senso dell'impegno del piano sulle aree a rischio idraulico.
Dall'altra parte le prescrizioni standard per le aree a rischio idraulico indicate dall'atto di indirizzo e coordinamento governativo che presiede alla formazione dei piani stralcio per l'assetto idrogeologico (1) non risultano né trascurate né scavalcate ma al contrario sono puntualmente e razionalmente impiegate - con il tasso di flessibilità minimo necessario per adattarle alle specifiche esigenze del territorio abruzzese - per regolare gli usi compatibili delle tipologie più riccorrenti dei beni a rischio nelle aree di pericolosità idraulica (patrimonio edilizio pubblico e privato, infrastrutture puntuali e a rete).
La decisione di operare in funzione preventiva nelle aree di pericolosità idraulica rende peraltro molto opportuno (se non strettamente necessario) disciplinare attività e categorie di beni, ovviamente non contemplate dal D.P.C.M. 29.9.1998.
In questa ottica il PSDA, oltre al compito specifico di intervenire nelle aree di pericolosità idraulica ai sensi della legislazione nazionale speciale citata, svolge - in relazione ad alcuni aspetti particolari ben individuati - anche il compito generale di piano stralcio di bacino idrografico regionale e interregionale di settore funzionale. Per tale ragione l'articolo 1, comma 1, richiama espressamente a fondamento del piano anche le disposizioni della legge quadro sulla difesa del suolo n. 183/1989 ( e s.m.i.).

 

Norme di attuazione

Circolare esplicativa (29/01/2010) - "Carico urbanistico; condoni edilizi; procedure VAS dei PRG; varianti"


(1) - D.P.C.M. 29.9.1998, "Atto di indirizzo e coordinamento per l'individuazione dei criteri relativi agli adempimenti di cui all'art. 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180" (G.U., s.g., n. 3 del 5.1.1999).